Monitoraggio fertilità dei suoli

terreno da campionare Photo Credit : 

Variabilità dei suoli italiani

I suoli Italiani sono caratterizzati da un elevato livello di eterogeneità, tanto che anche all’interno di una stessa azienda la natura chimica e fisica degli appezzamenti può variare sensibilmente. Molte aree agricole del nostro paese -si pensi ad esempio alla Pianura Padana- si sono formati a seguito di processi di pedogenesi molto complessi, con terreni di origine alluvionale molto diversi da zona a zona.

Per un imprenditore agricolo, comprendere questa variabilità e conoscere in modo approfondito i propri terreni è un requisito indispensabile per raggiungere alti obiettivi di resa, qualità e redditività. Infatti, se da un lato il miglioramento genetico offre piante con straordinarie potenzialità produttive e qualitative, dall’altro occorre imparare a soddisfare completamente i loro fabbisogni nutrizionali, senza sprechi di concime.

Un’accurata analisi del terreno permette di individuare la variabilità tra i diversi appezzamenti aziendali ed è l’informazione chiave che consente ai coltivatori di pianificare nel modo più proficuo gli investimenti e l’intera gestione della coltura: l’apporto dei macro-nutrienti, le lavorazioni, le irrigazioni, le rotazioni colturali e la distribuzione di fertilizzanti organici con liquamazioni e letamazioni.

Il Progetto Terreno di Pioneer®

Ogni coltura esprime il massimo delle proprie potenzialità produttive a determinati livelli di fertilità, per cui è fondamentale comprendere ed appianare la variabilità chimica e fisica che si riscontra nei terreni italiani, con una conoscenza più approfondita della natura del suolo.

È con questa consapevolezza che nel 2001, abbiamo dato vita in Italia ad un innovativo programma per la caratterizzazione e dei terreni coltivati: il Progetto Terreno di Pioneer® dotandosi di un avanzato Laboratorio con tecnologie che rappresentano lo stato dell’arte nello studio della fertilità del suolo.

Adottiamo un sistema integrato, che prende in considerazione tutte le variabili che incidono sulla nutrizione delle colture:

  • i parametri chimico-fisici dell’appezzamento rilevati dall’Analisi del Terreno,
  • i fabbisogni della coltura (o dei singoli ibridi/varietà, nel caso di seminativi),
  • gli obiettivi produttivi dell’azienda
  • i nutrienti offerti da eventuali fertilizzanti organici aziendali, valutati con l’Analisi del Refluo effettuata presso il nostro Laboratorio.

Con queste informazioni elaboriamo un Piano di Concimazione ad hoc, mettendo in relazione i parametri chimico-fisici degli appezzamenti aziendali analizzati e i fabbisogni delle colture e degli ibridi che vi andranno seminati.

Il sistema prende in considerazione anche la variabile stagionale e il suo effetto su un nutriente dilavabile come l’azoto: per una coltura come il mais, ad esempio, con l’Analisi T.A.C., ovvero la quantificazione della quota minerale azotata, è possibile bilanciare in modo ancora più specifico l’azoto da distribuire in copertura con le esigenze colturali.

L’Analisi del Terreno

Viene effettuata con tecnologia NIR e con metodi convenzionali, fornisce tutte le informazioni sulla natura chimica e fisica dei terreni.

I dati su granulometria, classe di tessitura, pH, calcare, sostanza organica e capacità di scambio cationico offrono un prezioso supporto per programmare tutte le pratiche agronomiche e colturali e scegliere i migliori sistemi di lavorazione.

La quantificazione dei principali macronutrienti (azoto, fosforo, potassio, magnesio e calcio), consente invece di valutare la reale dotazione dei terreni e quindi l’opportunità di interventi di fertilizzazione mirata, migliorando le rese e ottimizzando i costi aziendali.

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L’Analisi del Refluo

Liquami zootecnici, letami, polline e digestati da biogas possiedono una composizione estremamente eterogenea, che rende impossibile, per i coltivatori, standardizzarne l’integrazione nei piani di fertilizzazione.
L’analisi dei liquami consiste in un profilo analitico completo delle varie tipologie di refluo e offre un’esatta quantificazione del loro potere fertilizzante.

L’agricoltore riceve di conseguenza importanti informazioni su come usare il refluo e su come frazionarlo: conoscendo l’effettivo apporto di nutrienti, potrà usare il fertilizzante organico nel proprio piano di fertilizzazione, in sostituzione (o integrazione) dei fertilizzanti chimici, senza incorrere nel rischio di eccessi o carenze nutrizionali e a vantaggio delle rese e dei bilanci aziendali.

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L’Analisi T.A.C. (Test dell’Azoto in Copertura)

Tra gli elementi nutritivi, l’azoto è quello che presenta maggiori difficoltà di gestione a causa della complessità del suo ciclo nel suolo e della sua estrema dinamicità ed instabilità.

Per i seminativi, con il Piano di Concimazione elaborato in pre-semina stimiamo l’apporto totale di azoto da fornire alla coltura e da frazionare tra pre-semina e copertura. In fase di sarchiatura occorre però ridefinire la quota di azoto. Il quantitativo che si dovrà apportare è fortemente legato, oltre che al potenziale produttivo della coltura, anche all’efficienza delle fertilizzazioni chimiche o organiche effettuate in precedenza, che purtroppo non è possibile stimare.

Per questa ragione è opportuno rivalutare il piano di fertilizzazione prima della sarchiatura attraverso il Test dell’Azoto in Copertura (TAC), un nuovo servizio che prevede l’analisi della quota minerale azotata nel suolo in pre-sarchiatura ed il bilancio ottimale della fertilizzazione, basato su modelli di calcolo specifici per gli ambienti italiani.

Grazie a questa informazione possiamo supportare le aziende nel bilanciare in modo ottimale l’apporto di azoto, garantendo la copertura dei fabbisogni in levata e durante la fase di riempimento delle cariossidi, ovvero nel periodo di massima asportazione.

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Resa e sostenibilità ambientale a costo zero

In definitiva il servizio che proponiamo offre molteplici vantaggi al coltivatore, senza il bisogno di investimenti aggiuntivi perché tutti questi servizi non hanno costi a carico dell’azienda.

Dal punto di vista ambientale, c’è un evidente guadagno in termini di sostenibilità, perché è possibile da un lato prevenire fenomeni di impoverimento della fertilità del suolo, mentre dall’altro si evita un eccessivo utilizzo di fertilizzanti e i rischi di inquinamento ambientale che ne derivano.

Ma soprattutto, il servizio che offriamo è un’opportunità per migliorare la redditività economica dell’azienda, poiché l’apporto di fertilizzanti, se superfluo, comporta costi aggiuntivi e non giustificati da un ritorno in termini di resa, mentre l’utilizzo in quantitativi insufficienti si traduce in calo produttivo e quindi in mancato reddito.

Sistemi di campionamento

Affinché i risultati dell’analisi abbiano valore, occorre che i campioni di terreno che giungono in laboratorio siano quanto più possibile rappresentativi della massa di suolo presente nel campo analizzato.  L’alta eterogeneità dei terreni italiani fa sì che spesso, in uno stesso campo, si ritrovino due o più tipi di suoli con caratteristiche anche molto diverse tra loro. Occorre quindi che il campione raccolto in un appezzamento sia composto da numerosi sottocampioni, in grado di descrivere la situazione media del campo analizzato. Per tale ragione, i sottocampioni non devono essere prelevati in zone del campo anomale o in prossimità dei bordi, ma procedendo all’interno del campo con un percorso a X o a W.

Normalmente il prelievo del campione di terreno da analizzare è affidato all’azienda agricola che, in collaborazione con il Tecnico di Corteva e Pioneer, concorderà lo schema di campionamento e procederà ad inviare il campione al nostro laboratorio.
Per aggiungere ulteriore valore al servizio offerto, la società si è recentemente dotata di nuovi mezzi dedicati a semplificare il prelievo dei campioni, con un Quad attrezzato con un carotatore pneumatico.

Questo nuovo strumento di lavoro ci consente un lavoro più rapido ed accurato, con il vantaggio di poter effettuare molti più sottocampioni rispetto ad un campionamento manuale, aumentando così il valore statistico del campionamento. 

 

Applicazione in agricoltura di precisione


Il Quad Pioneer è attrezzato con un software GPS che offre il vantaggio di poter pianificare il campionamento secondo criteri spaziali, con griglie di campionamento che suddividono gli appezzamenti in aree quanto più omogenee. Grazie alla georeferenziazione del campione e ai software sviluppati da Pioneer, è possibile elaborare i dati analitici grezzi per identificare più nel dettaglio i gradienti presenti all’interno dell’appezzamento per tutti i parametri analizzati.

Queste Tecnologie, unitamente allo studio delle immagini satellitari del sistema ViGIS, consentono di indagare le variabilità degli appezzamenti e quindi di implementare sistemi di semina e fertilizzazione a dose variabile.

Il Laboratorio terreni Pioneer

Nell’arco di oltre 15 anni di attività, il nostro Laboratorio ha raccolto ed analizzato complessivamente oltre 130.000 campioni di suolo, provenienti da tutte le regioni d’Italia e da tutte le situazioni pedoclimatiche del nostro paese. Campioni che sono entrati a far parte dell’Archivio Terreni Pioneer, la più ampia banca dati esistente sulla fertilità dei suoli sul territorio nazionale.

Il Laboratorio Terreni è integrato nella nostra sede di Cremona, ed è strutturato per sostenere una mole di lavoro di oltre 10.000 campioni di terreno analizzati durante il periodo invernale.

Ogni campione che riceviamo viene prima essiccato, macinato, e indirizzato alle diverse tipologie di analisi richieste dall’azienda.

Il laboratorio rilascia i risultati in forma cartacea ed elettronica, consentendo ai Tecnici del Servizio Agronomico di fornire, grazie all’ausilio di un software specificamente sviluppato, l’elaborazione del Piano di Concimazione.