Servizio Biogas

impianto biogas Photo Credit : 

PROGETTO BIOGAS PIONEER®

Il Progetto Biogas è stato ideato nel 2009, all’inizio del periodo di espansione del mercato delle bioenergie. L’iniziativa è stata concepita per supportare, senza costi aggiuntivi, tutte le aziende italiane che producono energia rinnovabile da biomassa. Allora come oggi, lo scopo del Progetto Biogas è quello di contribuire a massimizzare le rese in metano, proponendo una strategia virtuosa, a ciclo chiuso e ad impatto zero, che renda ancora più eco-compatibile l’attività produttiva, con un sistema gestionale che riduca l’utilizzo di materiali di sintesi e sfrutti appieno le risorse rinnovabili disponibili.

Il Progetto Biogas integra i due servizi analitici consolidati che Pioneer offre da sempre alle aziende agricole Italiane: l’Analisi dei Terreni e il Monitoraggio Foraggi, aggiungendo nuovi strumenti appositamente creati per supportare i gestori degli impianti e che normalmente esulano dall’attività produttiva di un’azienda agricola.

IL CONTRIBUTO SUGLI INSILATI

Così come per le aziende zootecniche, caratterizzare chimicamente l’insilato, offre ai gestori dell’impianto la certezza di impiegare al meglio la biomassa, elaborando una razione che fornisca alla flora microbica del digestore i nutrienti necessari a raggiungere il miglior risultato produttivo. 

In aggiunta ai parametri nutrizionali inclusi per aziende zootecniche nel servizio di Monitoraggio Foraggi, le analisi effettuate per gli impianti biogas includono una valutazione del potenziale metanigeno. Sfruttando calibrazioni NIR elaborate internamente, oltre alla stima del potenziale energetico del foraggio, è possibile fornire agli impianti una stima dinamica della conversione della sostanza organica in biogas e metano su un periodo di 30 giorni.

Con questa analisi, gli impianti entrano in possesso di un’importante informazione che consente loro di mantenere stabile e uniforme la fermentazione nei digestori che compongono l’impianto. In tal modo è possibile evitare fluttuazioni nella produzione, evitando i cali di resa o gli eccessi che sarebbero bruciati “in torcia”

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IL CONTRIBUTO SUI REFLUI

Il digestato, pur essendo un prodotto di scarto in quanto sottoprodotto finale del processo di fermentazione, possiede ancora elevati contenuti di sostanza organica ed un elevato valore fertilizzante, da utilizzare correttamente. Nell’ambito del Progetto Biogas, il digestato viene analizzato per determinare la quantità dell’azoto utilizzabile per la coltivazione delle colture da biomasse della stagione successiva. Per le aziende, disporre di questi dati significa rispettare in maniera più precisa i limiti di spandimento dettati dalla Direttiva Nitrati (Comunitaria 91/676/CEE), con la possibilità di calibrare la distribuzione non sulla base dei dati medi tabellari, ma sull’effettiva composizione dei liquami, a vantaggio tanto dell’azienda quanto più del territorio. Inoltre, poiché le analisi effettuate nell’ambito del Progetto Terreno tengono conto anche del contenuto in microelementi, sarà possibile valutare il rischio di salinizzazione del suolo e preservare quindi gli equilibri chimici e microbiologici del terreno

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SERVIZI ESCLUSIVI PER GLI IMPIANTI BIOGAS Analisi dei sottoprodotti in ingresso

Nell’ambito delle attività sviluppate per supportare i produttori di biogas, non ci limitiamo ad analizzare le biomasse prodotte in azienda come colture dedicate, ma proponiamo anche un servizio di valutazione delle altre matrici di recupero, come ad esempio scarti agro-industriali (es. bucce di frutta e verdura, melasso...).

Grazie alle informazioni delle nostre analisi, gli impianti possono gestire in modo consapevole i più diversi materiali utilizzabili per l’alimentazione del digestore, sfruttando gli insilati prodotti in azienda come base della razione ed integrando eventuali carenze chimico-nutrizionali con gli altri substrati disponibili.

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Parametri di processo del digestore

Per preservare le condizioni più idonee al processo di fermentazione occorre monitorare alcuni parametri chiave del processo biologico nel digestore, intervenendo per mantenere, o ristabilire, condizioni adeguate alla produzione.

Le analisi effettuate sulla massa in digestione prendono in esame i parametri più importanti per la fermentazione e per il corretto funzionamento dell’impianto, come ad esempio il pH del digestante (indicativo dell’andamento della fermentazione), il FOS/TAC (riflette l’evoluzione della decomposizione della massa) e il contenuto in ammoniaca (il cui accumulo è tossico per i batteri metanigeni).

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Profilo degli acidi grassi volatili

Con analisi più approfondite del digestante, possiamo fornirvi il profilo completo degli acidi grassi volatili che si sviluppano durante il processo fermentativo.

Per chi gestisce un impianto biogas, quest’informazione è una reale istantanea sull’andamento della decomposizione della sostanza organica e consente di individuare precocemente le eventuali anomalie nel processo, intervenendo tempestivamente per ristabilire le condizioni ottimali.

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Contenuto minerale del digestante

Un parametro di grande importanza per il funzionamento dell’impianto è il profilo dei micro-nutrienti nel digestante.

Alcuni minerali, come cobalto, molibdeno, selenio o nichel, rivestono la funzione di cofattori dei principali enzimi coinvolti nella produzione del biogas e risultano pertanto indispensabili per la corretta trasformazione della sostanza organica nel digestore.

L’informazione che vi forniamo con questa analisi consente quindi di intervenire tempestivamente su eventuali squilibri minerali, con integrazioni mirate a mantenere a regime l’impianto, evitando nel contempo le carenze di importanti minerali, o l’accumulo di minerali potenzialmente tossici.

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